associazione culturale ORACOLO DI WILDE


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Chi abita questo Bosco

Eventi 2008/09


Chi abita questo Bosco





L’associazione culturale Oracolo di Wilde, in collaborazione con il Bosco WWF di Vanzago, ha organizzato una particolare mostra-evento nella quale la natura è rappresentata attraverso un’esposizione di T-shirt.

Un vero progetto di educazione e di promozione ambientale rivolto a quanti amano e intendono proteggere la natura.

In concomitanza con l'apertura nazionale delle Oasi del Wwf prevista per domenica 19 aprile 2009, sarà proposta l'originale mostra: “Chi abita questo BOSCO”.

Una galleria di immagini e di magliette che rappresentano le oasi e le riserve italiane, una collezione unica nel suo genere, che raggruppa le T-shirt decorate con i disegni degli animali simbolo rappresentativi di Oasi e Riserve del WWF Italia, completata con immagini e parti descrittive.

Tra le magliette esposte sarà presente anche una curiosa T-SHIRT del noto
Panda Wwf con… un orecchio solo !
Un "errore di stampa" trasformatosi in una rarità firmata dalla sezione Sicilia del Wwf..

La mostra, visitabile dal 19 al 26 aprile dalle 10.00 alle 19.00, è collocata in uno spazio allestito appositamente all'interno della suggestiva Cascina Gabrina del XIX° secolo, nella frazione di Mantegazza di Vanzago (MI).

Per l'evento sono state realizzate delle T-shirt con l'immagine di scoiattoli reintrodotti all'interno della riserva del WWF di Vanzago per ripopolare la zona.

Il progetto è stato patrocinato dal Comune di Vanzago.


La riserva naturale “Bosco del Wwf di Vanzago”
La strada delle oasi è uno dei cammini di più grande interesse intrapresi dal Wwf Italia.
Le aree protette gestite dall’organizzazione hanno lo scopo di proteggere il patrimonio naturale della nostra penisola e senza dubbio, in un contesto storico come quello italiano, caratterizzato da un rapido esaurirsi degli spazi naturali, è stato estremamente positivo l’attivarsi di enti ed organizzazioni ecologiste allo scopo di mettere al sicuro spazi significativi di naturalità.
In Italia il Wwf ha creato un sistema di aree protette in grado di conservare campioni rappresentativi di ecosistemi particolarmente rari o minacciati, aree di eccezionale valore naturalistico ed habitat di specie in pericolo di estinzione.
L’oasi di Vanzago gioca in questo sistema un ruolo importante, essendo classificata
come “oasi di programma” cioè come una zona tutelata in possesso di alti valori in termini di conservazione, livello organizzativo, opportunità di sviluppo e ruolo strategico. Quest’ultimo è ben evidente se si considera l’ubicazione dell’area, inserita in un contesto ambientale caratterizzato da comuni densamente popolati con un alto grado di antropizzazione
Il Bosco del Wwf di Vanzago, alle porte di Milano, rientra nel sistema delle aree Protette della Regione Lombardia. Occupa 140 ettari, la cui fascia più esterna è quasi completamente dedicata all’agricoltura, costituendo così una cintura a protezione delle zone interne, biologicamente più delicate. Nel cuore della riserva vi sono ampie estensioni boschive, due laghi artificiali, piccoli specchi d’acqua poso profondi e campi coltivati per lo più a prato stabile.
Il capriolo è il simbolo della riserva del “Bosco Wwf di Vanzago” che ospita una popolazione di circa cinquanta esemplari.
Il Bosco è nell’elenco dei siti di importanza comunitaria presenti in Lombardia individuati nell’ambito della Comunità Europea.
Le attività svolte presso la riserva comprendono l’educazione ambientale, la ricerca scientifica, la cura e la riabilitazione della fauna selvatica, l’agricoltura biologica e il recupero delle razze domestiche (in collaborazione con la Provincia di Milano).
Le oasi sono
luoghi privilegiati per fare educazione ambientale, in esse abbondano una ricchezza di spunti che permettono una continua stimolazione emotiva, sensoriale ed intellettuale, in grado di veicolare al visitatore messaggi importanti in maniera inusuale e straordinariamente efficace.
Per il ruolo che esso ha rivestito nel nostro immaginario collettivo, rifugio di gnomi, fauni e ninfe, luogo di ricordi di infanzia, ambiente ricco e misterioso, emblema stesso dell’ambiguo rapporto tra uomo e natura, l’ecosistema boschivo è
una delle migliori e più complete scuole all’aria aperta. In esso infatti si ritrovano tutti quei requisiti considerati necessari per lo svolgersi di un’efficace lezione ambientale alternativa, lo stile didascalico della lezione frontale è tralasciato, il percorso proposto all’oasi, non è primariamente intellettuale, bensì ludico, pratico-operativo, emozionale: insegnare a riconoscere gli uccelli giocando con le penne; parlare di alberi, toccando foglie e cortecce, approfondire il tema delle specie invasive esotiche, sollevando la corteccia di un pino ucciso dagli insetti xilofagi asiatici.
L’idea è di vivere, non solo studiare la realtà ma coinvolgendo l’intera sfera emotiva e la curiosità dei visitatori, soprattutto i più giovani, e stimolando un senso di appartenenza di ciascuno di noi al mondo naturale e quindi la percezione che i suoi problemi ci toccano e riguardano; invitare all’azione diretta, arrivare cioè all’adozione di atteggiamenti e comportamenti più attenti e consapevoli nei confronti dell’ambiente stesso e del territorio.
Dare vita a questo processo formativo in un bosco è facile: gli alberi che scoprono e subito nascondono suoni, rumori e ombre di animali stimolano una fruizione emotiva e sensoriale di forte impatto che può essere amplificata attraverso tutti i racconti, fiabe e descrizioni che gli uomini hanno dedicato alle foreste.


Il CRAS - Centro di Recupero per Animali Selvatici
Che succede se si trova un piccolo rondone caduto dal nido? O se in un campo ci si imbatte in un falchetto colpito da una fucilata? Oppure se il cane ha morso un riccio in giardino? Semplice, si telefona allo 02.93549076.
A rispondere è il Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS) WWF di Vanzago, centro istituito e riconosciuto
dalla Regione Lombardia nel 1995 ed ospite di una struttura situata nella parte più interna dell’oasi. Tutti gli animali selvatici rinvenuti in difficoltà nelle province di Milano, Varese e Como (mediamente 1200 esemplari l’anno)
giungono sotto
le cure dello staff del CRAS di Vanzago.
La clinica veterinaria che si avvale della presenza giornaliera di un medico veterinario affiancato da un gruppo di volontari, è dotata di numerose stabulazioni per la degenza immediata degli animali e di ampi gabbioni, collocati
nel mezzo del bosco, adatti alla
riabilitazione alla vita selvatica senza alcun disturbo o interferenza proveniente dall'ambiente urbanizzato circostante.
L’ospite, consegnato dalle guardie o direttamente dai suoi soccorritori, viene accolto gratuitamente e gli viene diagnosticata la causa dell’infermità. Per ogni esemplare si compila una cartella clinica, contenente il maggior
numero possibile di informazioni sull’occasione del ritrovamento, la diagnosi e la terapia stabilita. L’animale
viene poi collocato in un box o in un gabbione, all’esterno o in stabulazioni riscaldate a seconda delle sue esigenze
e dello stato di salute. La degenza dura normalmente da una a tre settimane; passato questo periodo, l’esemplare ormai recuperato viene trasportato nei gabbioni più ampi, dove si disabitua alla presenza dell’uomo e recupera l’attitudine alla vita selvatica. L’ultimo atto è
la liberazione dell’esemplare: per le specie più esigenti e territoriali si preferisce optare per una liberazione nello stesso luogo di rinvenimento, negli altri casi la semplice apertura del finestrone delle voliere consente all’animale di tornare padrone della sua libertà.



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